Monte Bianco, cosa aspettarsi dal nuovo reality Rai?

di Mario Commenta

Piovono le critiche dopo la prima puntata del format con alto quoziente innovativo.

“Monte Bianco” è il primo adventure game completamente ideato e realizzato dalla tv pubblica del nostro Paese che, finora, ha sempre riadattato format comprati all’estero.

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Ma qualcosa, forse, andrà storto. Il reality di Rai Due sembra nascere con tutte le fortune del caso: una location bellissima e mai utilizzata televisivamente (come si evince chiaramente dal titolo il programma è ambientato sul Monte Bianco), uno sponsor (Go Pro) che rende possibili soluzioni di montaggio insolite per i programmi televisivi (sul caschetto di ogni concorrente è montata una action camera), uno sport –l’alpinismo – poco trattato in tv e che quindi poteva rappresentare un argomento innovativo.

Inoltre, per quanto concerne l’appeal sul pubblico, poteva sfruttare al massimo il traino di Pechino Express, che si è concluso proprio la scorsa settimana: il pubblico di Rai Due, infatti, era già abituato a dedicare il lunedì sera alla visione di un adventure game, quindi si trattava solo di far in modo che gli spettatori conoscessero e amassero i nuovi concorrenti e la diversa location.

Sulla carta, dunque, Monte Bianco sarebbe dovuto essere un successo in termini di pubblico e di innovazione, ma nella realtà le cose sono andate in maniera ben diversa.

Pechino Express, che doveva essere il traino del programma, è ben presto diventato la pietra di paragone e Monte Bianco non ha retto in alcun modo il confronto. A cominciare proprio dal montaggio e dalla location: i paesaggi e le tradizioni dei vari luoghi attraversati dai concorrenti di Pechino Express sono esaltati da ottime riprese, un montaggio perfetto che dà il giusto ritmo alla trasmissione e dalla narrazione ironica e pungente del brillante Costantino della Gherardesca.

La montagna, invece, non è stata adeguatamente raccontata: le riprese si sono concentrate piuttosto sui primi piani, più o meno tesi dei concorrenti, che sulle bellezze naturali, la prima puntata non aveva ritmo (e dubito che le successive ne avranno) e le tante prove che dovevano superare i concorrenti davano l’idea di essere quasi un modo per colmare le due ore di trasmissione.

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