Jff plus: viaggi nella fantasia…con un incantesimo fuori programma

di Eleonora Costa Commenta

 

La magia di un libro, un caffè, una cassettiera per scoprire (o ritrovare) se stessi. Ma anche un inaspettato incantesimo in grado di trasformare una brillante impiegata di una grande società commerciale in una ballerina invasata che ne combina di tutti i colori. Il JFF Plus ha selezionato per voi una serie di lunghi e cortometraggi che volano sulle ali della fantasia per sognare, esplorare mondi inconsueti ma anche per fronteggiare l’inaspettato, rispettare il diverso, l’ignoto, l’altro da noi.

Fermiamoci su alcuni titoli in programma:

  • Caffè Funicoli Funicola (2018) di Tsukahara Ayuko
  • Dance with me (2019) di Yaguchi Shinobu
  • Sumikkogurashi, Good to Be in the Corner (2019) di Mankyu (animazione)

+ 5 titoli Production I.G Short Animation:

  • Production I.G Short Animation: Drawer Hobs (2011) di Kise Kazuchika,
  • Production I.G Short Animation: Trecce (2015) di Itazu Yoshimi,
  • Production I.G Short Animation: The Girl From the Other Side (2019) di Kubo Yutaro e Maiya Satomi,
  • Production I.G Short Animation: Li’L the Spider Girl (2012) di Kaiya Toshihisa,
  • Production I.G Short Animation: Kick-Heart (2013) di Yuasa Masaaki

Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici.” Questa la frase di copertina scelta dalla casa editrice Garzanti come sottotitolo del libro Finché il caffè è caldo, romanzo di esordio dello scrittore Kawaguchi Toshikazu diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Anche in Italia il libro è da settimane ai vertici delle classifiche delle vendite, conquistando il terzo posto nella sezione della narrativa straniera (21 edizioni, 100.000 copie vendute), seguito – indovinate un po’ – da un altro titolo di Kawaguchi,Basta un caffè per essere felici, che cavalca l’onda del successo precedente e conta in italia tre edizioni in una settimana (dati del Corriere della Sera, dom 31 gennaio 2021).

Ebbene dal successo editoriale del romanzo Finché il caffè e caldo (Tit. orig. Kohi ga samenai uchini) è tratto l’omonimo film, tra i titoli più attesi del JFF PLUS. Omonimo nel titolo originale giapponese, mentre il titolo internazionale Café Funiculi Funicula rende omaggio alla popolarissima canzone napoletana del 1880 composta da Turco/Denza per celebrare la funicolare che portava al Vesuvio inaugurata l’anno prima. Uscito in Giappone nel 2018 per la regia di Tsukahara Ayuko – nome poco conosciuto in Italia ma che in patria vanta un discreto numero di serie televisive che ha diretto a partire dal 2007 – Café Funiculi Funicula racconta di una caffetteria vecchio stile, con cento anni di storia, sulla quale circolano strane voci e leggende: seduti al tavolino davanti a una tazza di caffè sembra sia possibile, per una volta soltanto, rivivere un momento del passato. C’è però una regola fondamentale da seguire: il caffè va sorseggiato e bevuto prima che si raffreddi. Per vivere un’esperienza simile bisogna fare i conti con il proprio passato e nel film si alternano quattro personaggi disposti a farlo, con quattro diverse storie, nelle quali ogni spettatore può trovare elementi di immedesimazione; frasi non dette, dissapori, persone con le quali i rapporti si sono interrotti in modo brusco o inaspettato per I motivi più vari. E se è vero che il passato non si può cambiare – neanche nel magico Cafè Funiculi Funicola – almeno è possibile prendere coscienza del presente e viverlo con più consapevolezza e pienezza. Come trasportati dalla funicolare del titolo a un’altezza tale da permettere la vista di panorami altrimenti invisibili, così nella caffetteria è possibile elevare lo sguardo su un momento del nostro vissuto che ci ha lasciato magari un rimpianto e riappacificarsi con noi stessi. Ne usciamo più felici, o almeno rasserenati. Ad accogliere I clienti nella caffetteria e servire il magico caffè è Tokita Kazu, interpretata da Arimura Kasumi. Tra gli altri membri del cast, Ito Kentaro, Yo Yoshida and Yutaka Matsushige.

L’esuberante film musicale Dance with me (2019) di Yaguchi Shinobu – Audience Choice al 2019 Toronto Japanese Film Festival – con protagonista Ayaka Miyoshi nel ruolo della perfetta impiegata Shizuka, compassata e segretamente infatuata del suo capo, spinge la fantasia al punto da immaginare inaudite improvvisazioni di musica e ballo in luoghi normalmente interdetti a qualsiasi manifestazione o forma di espressività che non sia formale e controllata, come nella sala conferenze durante incontri di lavoro, sul treno, al ristorante, in ascensore. L’impulso irrefrenabile a cantare e ballare è stato innescato nella povera Shizuka da un sortilegio impartitole da un mago impostore, che la ragazza sta cercando di rintracciare viaggiando lungo tutto il Giappone insieme alla simpaticissima Chie, personaggio molto poco conformista per essere giapponese, bravissima nell’affiancare Ayaka Miyoshi a mantenere il giusto equilibro nel camminare sulla linea sottile tra personaggio di un film e ragazza che diventa film.

Altro titolo legato al mondo della fantasia e al tema del viaggio alla ricerca della propria identità e è Sumikkogurashi: Good to Be in the Corner, film di animazione diretto da Mankyu, uscito in Giappone nel 2019. Creati dalla fantasia della San-X Co., Ltd. una della più gradi aziende produttrici di characters in Giappone, specializzata in articoli di cancelleria, peluche e accessori, i Sumikkogurashi – come la parola giapponese suggerisce ai nativi – sono personaggi che preferiscono vivere una vita tranquilla e solitaria negli angoli delle stanze; se li sposti al centro degli ambienti, fremono per ritornare a rannicchiarsi negli angoli. Sono nati nel 2012 dalla fantasia di Yokomizo Yuri, graphic designer della San-X, e l’idea principale- scaturita dai suoi scarabocchi su un taccuino quando era studentessa – è stata quella di trasmettere una sensazione di comfort quando si è vicino a un angolo. Si tratta di Shirokuma, un orso polare insofferente al freddo, Pinguino? che non è sicuro di essere un pinguino, Tonkatsu, un pezzo di cotoletta di maiale avanzata, Neko, un gatto timido e ansioso, e Tokage, un dinosauro che finge di essere una lucertola. Un giorno, mentre sono nel loro bar preferito, vengono trascinati nel seminterrato da uno strano rumore e si ritrovano in un misterioso libro illustrato volante da cui vengono risucchiati e vivono avventure magiche. Delizioso peripiù piccoli e per tutti gli amanti del kawaii giapponese (grazioso, carino), il film insegna i valori dell’amicizia, della solidarietà e invita a rafforzare la stima in se stessi e a trovare la propria identità, proprio come cerca di fare il piccolo pulcino Hiyoko in cerca delle proprie origini. Popolarissimi in Giappone e molto amati dai piccoli e dal pubblico femminile, i Sumikkogurashi sono stampati su asciugamani, tazze, portachiavi, carta da lettere, quaderni, magliette, cestini portavivande, tovagliette e moltissimi altri oggetti di uso quotidiano: il film, della durata di poco più di un’ora ha vinto il Gran Prize for the Japanese Character Award nel 2019. Non poteva dunque mancare in Giappone, patria delle caffetterie a tema più originali del mondo, la recente apertura temporanea ad Harajuku, nel cuore di Tokyo, dal 6 novembre 2020 al 17 gennaio 2021, del Sumikkogurashi’s cafe (Sumikkogurashi mogura no ochacafè) con un menu dove campeggiano piatti a forma degli amatissimi personaggi e gadget speciali a tiratura limitata.

5 corti di animazione della Production I.G selezionati dal JFF Plus propongono viaggi nella fantasia più sofisticati e forse più comprensibili agli adulti. Production I.G Short Animation: The Girl from the Other Side(2019) racconta di una difficile convivenza tra due creature incompatibili: l’uno un Outsider dall’aspetto demoniaco, l’altra una bambina Insider smarrita nel lato della foresta di altrui spettanza. Contro ogni regola riescono a convivere in quel mondo diviso da una maledizione senza nome. Una storia commovente che insegna l’accettazione e l’accoglienza oltre ogni aspettativa, anche laddove vige la legge del ‘Non toccare un Outsider per non diventare un Outsider’. Il corto è tratto dallo omonimo manga di Nagabe, pubblicato anche in Italia. La regia, a quattro mani, è firmata da Kubo Yutaro e Maiya Satomi.

In Production I.G Short Animation: Drawer Hobs (2011), regia di Kise Kazuchika, una ragazza che lavora nel call center di una grande città, e vive in un piccolo appartamento super economico, riceve senza preavviso dalla madre una cassettiera vintage, non troppo gradita visti i problemi di spazio e l’iniziativa materna del tutto unilaterale. Durante l’assenza della ragazza, dalla cassettiera escono misteriose e volenterose creature che si occupano della casa, delle pulizie, dei pasti…quasi un prolungamento delle braccia materne che aiutano la giovane a prendersi cura di sé, delle cose e a crescere.

Un viaggio avventuroso nel regno della fantasia popolato da mostri – tradizionalmente molto presenti nell’universo letterario giapponese – è raccontato nel corto Production I.G Short Animation: Li’l the Spider Girl (2012), regia di Kaiya Toshihisa. Tutto inizia da un vecchio libro che racconta la storia di un mago che ha sconfitto un gigante mostro aracnoforme in un lontano passato. Il commerciante di libri antichi Amane Suzuri, che sta cercando di vendere quel libro per pagare l’affitto, non avrebbe mai immaginato che dopo aver letto questa storia avrebbe potuto trovarsi faccia a faccia con una aracnide bambina alta venti centimetri e con otto zampe…

Production I.G Short Animation: Kick-Heart (2013), per la regia di Yuasa Masaaki, è una improbabile storia d’amore tra Romeo, wrestler professionista, e Juliet, una suora che vive una doppia vita come donna-wrestler. Il segreto di Romeo è che si diverte a prendere botte sul ring, mentre Juliet si sente rinvigorita quando affronta i suoi avversari come lottatrice. Quando i due si incontrano sul ring, volano fuochi d’artificio. Juliet rivelerà la sua vera identità alla persona che ama? Romeo sarà in grado di condividere il suo segreto al mondo? Anche in questo caso la fantasia ci mette di fronte a una storia del tutto improbabile ma non nasconde il disperato desiderio dei protagonisti di esprimere la loro vera personalità e le proprie ambizioni, troppo spesso asservite al conformismo e ai luoghi comuni.

Itazu Yoshimi firma la regia di Production I.G Short Animation: Trecce (2015), titolo inglese Pigtails, una favola stimolane di speranza e rinascita in un mondo sostanzialmente crudele ma formalmente gentile, dopo un disastro senza nome. La terra ha tremato. Il mare ha ruggito. C’è una piccola casa solitaria in riva al mare dove una ragazza con le trecce, Mitsuami, vive da sola da quel fatidico giorno del disastro. La posta non viene più recapitata, ma anche questa mattina stende il bucato come al solito. La storia è raccontata solo da oggetti parlanti e si accenna a una cruda verità tenuta nascosta: la compravendita di organi umani. Il sorriso di Mitsuami, la sua forza e determinazione a essere un atto di amore trasformano uno scenario distopico in una storia di speranza e coraggio.

JFF Plus: Online Festival: la magia del cinema direttamente a casa tua.

 

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