Bear Grylls e la TV-Sopravvivenza estrema

di Emanuele Zambon Commenta

Una bella risposta alla tv spazzatura e ai programmi trash che imperversano nelle reti. Questa la sintesi del fenomeno Bear Grylls..

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Una bella risposta alla tv spazzatura e ai programmi trash che imperversano nelle reti. Questa la sintesi del fenomeno Bear Grylls e del suo programma di successo “The Ultimate Survival”( in italiano “L’ultimo Sopravvissuto”) visibile su Discovery Channel, canale di Sky, ma anche all’interno del programma più interessante dell’estate trasmesso su Italia 1: “Wild”, condotto dalla bionda Fiammetta.



Un mix avvincente di avventura, cultura e oscenità sono lo scheletro del programma. La formula prevede che Grylls, avventuriero britannico, venga rilasciato in località sperdute e ostili insieme ad una esigua troupe, con solo un coltello e pochi strumenti per la sopravvivenza. Grazie alle sue abilità atletiche e alle sue conoscenze (quelle che ne hanno fatto il più giovane inglese a scalare l’Everest in una spedizione che ha mietuto vittime) il presentatore mostra al pubblico le basilari tecniche di sopravvivenza, anche quelle più estreme.

Alcune sono solo per stomaci forti. Grylls infatti si ciba di svariate forme di vita animale e vegetale. Nel corso delle puntate ha mangiato testicoli di caprone crudo, larve, un ratto e bevuto liquidi dall’intestino di un dromedario morto. Inutile dire che molti del pubblico preferirebbero la morte a molte di queste tecniche estreme. Ma Grylls insegna anche ad accendere un fuoco, a dormire nella giungla e a costruirsi una zattera per salpare da un’isola deserta.

L’avventuriero è un tipo particolarmente spericolato. Come non esserlo dopo aver rischiato la paralisi per una caduta col paracadute? O dopo aver vissuto al fianco di cacciatori? Queste sono alcune delle esperienze dell’inglese, ex membro delle Forze Speciali Militari e cintura nera di Karate. D’obbligo il monito per il pubblico “Don’t try this at home!”.

Emanuele Zambon

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