Clip ufficiale di Rise of the Planet of the Apes in anteprima assoluta

di Elena Botta Commenta

Giovedì 14 aprile uscirà il primo teaser di Rise of the Planet of the Apes diretto da Rupert Wyatt, ma ha ieri è possibile vedere 5 secondi di film che la Fox ha deciso di mettere in rete

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Giovedì 14 aprile uscirà il primo teaser di Rise of the Planet of the Apes diretto da Rupert Wyatt, ma ha ieri è possibile vedere 5 secondi di film che la Fox ha deciso di mettere in rete; non è un granchè, però almeno ci dà un piccolo indizio di come saranno le scimmie antropomorfe di questo nuovo capitolo del Pianeta delle Scimmie.
Il precedente Planet Of Apes è stato diretto da Tim Burton nel 2001 e vedeva come attore protagonista Mark Walhberg, ma è stato un film molto deludente sia per gli incassi che per la trama, nonostante gli effetti speciali ottimi, il cast premio Oscar (ricordiamo Tim Roth, Paul Giamatti, Helena Bonham Carter, per citare i principali); in questo invece ci saranno James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, Tom Felton, ed Andy Serkis e uscirà nelle sale il rpossimo 5 agosto 2011.



Dobbiamo doverosamente fare però un passo indietro di 43 anni e tornare nel 1968, quando Franklin J. Schaffner diresse lo straordinario Il Pianeta delle Scimmie, tratto dal bellissimo romanzo di Pierre Boulle, La planète des singes ed interpretato da Charlton Heston.
Questo film è stato il capostipite di una lunga serie di sequel, non diretti da lui, che cercarono negli anni successivi di spiegare il perchè il pianeta terra fosse stato colonizzato dalle scimmie, ma anche se ebbero molto successo di botteghino, in realtà furono mediocri e caddero sovente nel banale.
L’idea originale di Schaffner, ispirata appunto dal romanzo di Boulle, era quella di tre astronauti, Taylor, Landon e Dodge, che, dopo essere stati in ibernazione su un’astronave, si risvegliano nel 3978 perchè la loro nave sta affondando e devono mettersi in salvo.
Si ritrovano così su un pianeta del tutto simile alla Terra, ma senza nessuna traccia di vita intelligente; fino a che si ritrovano coinvolti in una battuta di caccia in cui gli esseri umani primitivi sono le prede di gorilla a cavallo.
Fatti prigionieri, vengono portati in città e Taylor si ritrova in una gabbia assieme ad altri umani che però non sono in grado di esprimersi.
Con suo immenso stupore si rende conto che le scimmie invece sono in grado di parlare e ci prova anche lui, ma con una ferita al collo non riesce ad emettere suoni.
I due scienziati che hanno preso in consegna Taylor, il dottor Cornelius e la dottoressa Zira scoprono che l’uomo è in grado di comunicare e così lo difendono dal dottor Zaius, leader delle scimmie, che lo processa per poi condannarlo ma lui, con le due scimmie, riesce a scappare nella zona proibita dove si scopre che ci sono tracce di una civiltà umana molto evoluta.
E quando Taylor si ritrova di fronte, immersa nella sabbia, la Statua della Libertà si rende conto di non essere mai andato via da casa e che l’uomo si è autodistrutto con le armi nucleari: così con la consapevolezza e l’amarezza di essere l’ultimo della sua specie maledice tutto il genere umano dicendo la famosissima frase: “Sono a casa… sono a casa. L’astronave è ricaduta sulla Terra sconvolta dalle esplosioni atomiche. Voi Uomini, l’avete distrutta! Maledetti, maledetti per l’eternità! Tutti!“.
Film visionario e cinico, è stato penalizzato a causa dell’uscita di 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick proprio nello stesso periodo, ma sicuramente è ancora oggi un tema molto attuale che racconta l’epistemologia dell’essere umano e che descrive con lucidità la moralità dell’umanità e la sua possibile fine.

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