Wikileaks, ci sono anche Moore e Spielberg nella lista

di Elena Botta Commenta

Sembra che nella famigerata lista di Wikileaks sia presente anche Michael Moore che sembra abbia subito un tentativo di boicottaggio da parte del governo americano

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Sembra che nella famigerata lista di Wikileaks sia presente anche Michael Moore che sembra abbia subito un tentativo di boicottaggio da parte del governo americano.
Il fondatore della lista, tra una rivelazione e l’altra, si è fatto arrestare dal governo di Sua Maestà Elisabetta II, ma è stato rilasciato su cauzione grazie anche all’ausilio di registi impegnati nel sociale come Ken Loach e Michael Moore.
I documenti pubblicati da Julian Assange toccano i temi più diversi, dalla politica internazionale all’industria, all’economia, passando dai segreti di stato e finendo sulle catastrofi ambientali.
Ovviamente in questo coacervo di notizie non poteva mancare il mondo del cinema.
Si è parlato recentemente del fatto che il mondo arabo utilizzasse programmi tv e film americani per educare i giovani a prevenire la jihad.



Una scelta quindi per combattere l’estremismo e l’intolleranza religiosa, passando modelli positivi che si impegnano a combattere contro la corruzione come Michael Clayton (interpretato da George Clooney) e del rispetto della legge a discapito della propria vita privata come Insomnia (interpretato da Al Pacino), solo per citare due esempi.
Intanto emergono nuove indiscrezioni su Wikileaks come ad esempio la proibizione da parte del governo di Cuba di far vedere Sicko, il documentario diretto da Michael Moore nel 2007.
Questo perchè, secondo il governo cubano, Moore dipingeva la sanità cubana in modo troppo positivo, dando così adito ad una rivoluzione della popolazione locale.
Però Moore fa sapere che il film è stato accolto ottimamente a Cuba ed è andato in onda anche sul network locale e che quindi la notizia risulterebbe falsa.
Pare invece che tutti i film di Spielberg siano vietati nel mondo arabo per via di una donazione fatta dal regista ad Israele, un gesto che gli sarebbe costata l’iscrizione nella lista nera dell’Ufficio Centrale di Boicottaggio della Lega Araba.

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