E’ morto Claude Chabrol

di Elena Botta Commenta

ieri si è spento a Parigi Claude Chabrol

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All’età di 80 anni, si è spento a Parigi il grande regista francese Claude Chabrol.
E’ stato uno dei fondatori della Nouvelle vague francesce insieme a Truffaut, Godard, Rivette e Rhomer nel 1956 quando la Francia vive una profonda crisi politica dovuta ai contrasti della guerra di Algeria e ai fremiti della guerra fredda.



In quel periodo il cinema francese assunse i temi documentaristici per riuscire a descrivere il disagio di questa crisi interna, i film diventano quindi fonte di una nuova morale nazionale i cui dialoghi e personaggi venivano idealizzati.
Questo sicuramente non rispecchia quello che in quegli anni avveniva per le strade di Parigi e non solo, così nasce la necessità di riuscire a descrivere in divenire l’immediatezza di quello che accade. Nasce così la Nouvelle vague e film che vengono girati in quel periodo rispecchiano quel fermento giovanile; film girati con attrezzature di fortuna, in location improvvisate in strada o in appartamenti che rappresentano come in un diario giovanile il disagio e l’inquietudine di quella generazione.
Chabrol e i registi che si riconoscono in questo movimento, si ritrovano alla Cinèmathéque française (fondata nel 1934 e dove, secondo Jean Cocteau venivamo proiettati ” film maledetti “, che non seguivano nessuna regola quindi diventati quasi invisibili ) dove visionano film di registi europei incompresi come Rossellini, Renoir, Becker e di cineasti americani del dopoguerra quali su tutti Hitchcock e Hawks.
Infatti Chabrol insieme al collega Rhomer firma nel 1957 un famoso libro sul regista americano Alfred Hitchcock.
La sua carriera inizia nel 1958 con il debutto sullo schermo del film Le beau Serge. Successivamente dirige I Cugini che viene premiato al festival di Berlino.
I primi film che riscuotono grande successo dalla critica non piacciono però al pubblico che ne scopre il talento solo successivamente con film più commerciali come La tigre ama la carne fresca.

La notorietà all’estero gli arriva col film Un affare di donne ( 1988 ),e con le successive collaborazioni con Isabelle Huppert attrice conosciuta negli anni ’70 e che diventa tra le interpreti preferite del regista.
Il periodo più fiorente del cineasta è tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta quando film di spionaggio e più commerciali come Les Biches ( 1968 ), Stephane una moglie infedele ( 1969 ), Il tagliagole ( 1969 ) e trappola per un lupo ( 1970 ).Negli anni ottanta firma I fantasmi del cappelaio ( 1982 ) e Il sangue degli altri ( 1984 ) film con un cast internazionale e Un affare di donne ( 1988 ) passato alla storia per la preghirera blasfema della Huppert.
Gli anni novanta lo vedono oscillare con opere che non sono sempre state di successo come Giorni felici a Clichy e Dr. M e pellicole di maggior impatto come L’inferno e Il buio nella mente.
Siede dietro la macchina da presa per l’ultima volta per dirigere due episodi della serie Au siècle du Maupassant tra il 2007 e il 2009.
Nel 2009 riceve il premio alla carriera al festival di Berlino.
Sicuramente questa sarà una grave perdita per il cinema mondiale in quanto è stato uno degli ultimi registi che con i suoi film ci ha fatto pensare.

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