Wall Street -il denaro non dorme mai, recensione

di Elena Botta Commenta

Il 22 ottobre esce nelle sale italiane Wall Street -il denaro non dorme mai che segna il ritorno del mitico personaggio interpretato da Michael Douglas, Gordon Gekko

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Il 22 ottobre esce nelle sale italiane Wall Street -il denaro non dorme mai che segna il ritorno del mitico personaggio interpretato da Michael Douglas, Gordon Gekko.
Dopo otto anni di carcere con l’accusa di insider trading, Gekko ritorna prepotentemente nel mondo della finanza al preludio di quella che sarà la catastrofe economica del 2009 annunciando come un profeta il crollo imminente della borsa mondiale.
Ritorna anche nella figura di padre che tenta di riprendere e recuperare il rapporto ormai perduto con la figlia e ritorna nei panni del mentore per il futuro genero.
Sicuramente per il regista Oliver Stone il crollo della borsa dello scorso anno non poteva passare sotto silenzio e qual miglior modo se non rimettere sullo schermo la figura di Gordon Gekko ormai compassato ma ancora molto attuale?



Il film originale del 1987, Wall Street, riusciva molto bene a fare un quadro della situazione di quegli anni e come una fotografia ritraeva i vizi e le poche virtù di quel mondo corrotto e quello di oggi sicuramente riesce nell’ intento di descrivere quelle che sono le attitudini ( ahimè sempre uguali ) di chi ha il potere economico nelle mani.
Questo, oltre ad essere un film degli eccessi, è un film nel film in quanto sia il regista che Michael Douglas spesso si autocitano ironicamente con battute autoreferenziali al primo primo film come quasi a voler sfatare l’aura di mitologico che si è creata attorno a quest’ ultimo col passare degli anni.
Il film però assume delle tonalità ambigue perchè non si riesce a capire se le prese di posizioni politiche ed etiche del regista siano così elementari o se nascondano qualcosa di più.
Questo redimersi verso un mondo migliore, dove i soldi non sono la cosa principale e dove è più importante salvaguardare l’umanità e l’ambiente da un po’ l’idea che sia una presa in giro così come alcune scene grottesche raccontate come un documentario per dummies.

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