The Fighter, recensione

di Elena Botta Commenta

Oggi, venerdì 4 marzo, esce in tutte le sale italiane il film The Fighter che vede protagonisti Christian Bale, Mark Wahlberg e Melissa Leo, un film che usa la boxe come pretesto per parlare di relazioni umane

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Oggi, venerdì 4 marzo, esce in tutte le sale italiane il film The Fighter che vede protagonisti Christian Bale, Mark Wahlberg e Melissa Leo, un film che usa la boxe come pretesto per parlare di relazioni umane.
Il film principalmente si basa sulla straordinaria interpretazione di Christian Bale e Melissa Leo che si sono aggiudicati meritatamente l’Oscar come attori non protagonisti.
Il regista David O’Russell racconta la storia drammatica di due fratelli che sono in lotta tra di loro con lo scopo primario di ottenere una rivalsa nella vita, nella società e all’interno della famiglia.



La trama si basa principalmente sull’opposizione di due fratelli: uno che, nonostante la difficoltà di vivere in una realtà sporca e piena di insidie, dalla droga alla malignità, riesce a vivere in modo pulito e l’altro invece che si fa corrompere dalla sporcizia del mondo, vivendo in un modo moralmente sbagliato, ma emulato dagli altri e portato a modello da seguire.
Contrapposizione che è il fulcro funzionante del film che vede un Christian Bale scarnificato, in grado di raccontare la propria sofferenza in modo fisico, portando le rughe e le cicatrici di un apologo disumano della sofferenza che lo porta però a trovare una relazione col muscolo Wahlberg, antitesi totale di quello che è Bale.
Storia di Caino e Abele dove però il bene viene paradossalmente raccontato attraverso il male, in particolar modo il male di vivere, l’inadeguatezza di sentirsi inferiori sia sul piano fisico che sul piano morale.
Bale è l’eroe buono, dipinto però da O’ Russell come un’antieroe, brutto, scarnificato, drogato e perso nei suoi demoni; in realtà è un gioco di specchi, dove soccombe la bellezza di Walhberg, arriva la pulizia di Bale che nonostante l’abuso di droga e la vita borderline, incarna Abele, la luce che guiderà la sua famiglia verso una sorta di redenzione.
Un film che stilisticamente forse non risulta eccelso per colpa di una regia a tratti mediocre, ma nel complesso molto intenso e profondo.

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