“Triage”: il conflitto bosniaco raccontato dal regista premio Oscar Danis Tanovic

di Emanuele Zambon Commenta

"Triage", film d’accusa nei confronti della guerra che sviscera quelli che sono gli scheletri nell’armadio dell’informazione durante un conflitto.

triage ok

Ad aprire il Festival del Cinema di Roma del 2009 ci ha pensato Danis Tanovic, il regista bosniaco di “No Man’s Land“, con “Triage“, film d’accusa nei confronti della guerra che sviscera quelli che sono gli scheletri nell’armadio dell’informazione durante un conflitto, in tal caso quello del Kurdistan.

Basato sul romanzo del fotoreporter Scott Anderson, il film ruota intorno al dramma di Mark Walsh(Colin Farrell), fotoreporter di guerra, di ritorno a casa dopo un pericoloso servizio in Kurdistan senza il suo amico e collega con cui era partito, di cui cela il segreto che sta dietro la sua scomparsa. Ferito ed incapace di comunicare al mondo esterno l’orrore di cui è stato spettatore, cercherà di tornare a stento alla routine quotidiana, aiutato dalle cure amorevoli della moglie(Paz Vega).



Riflettori puntati su Colin Farrell e su quella che a più voci è stata definita la sua più intensa interpretazione, ottenuta anche grazie ad un voluto deterioramento fisico. L’attore infatti è dimagrito di circa venti chili con una dieta(pura follia) a base di caffè nero, Coca light e tonno.

Dopo “Defiance- I giorni del coraggio”, il cinema ritorna ad ispezionare i conflitti dell’Europa dell’Est, denunciando quello che Marlon Brando in “Apocalypse Now” chiamava “ l’Orrore”, gli atti di violenza conosciuti solo da chi la guerra l’ha vissuta sul campo.

Il film è stato girato tra l’Irlanda e gli studi spagnoli di Ciudad De la Luz, ad Alicante. Nel cast anche Paz Vega e Christopher Lee.

Emanuele Zambon

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