Massimo Troisi: biografia, carriera e analisi

di GianSer Commenta

Massimo Troisi è stato tra i più virtuosi esponenti della nuova comicità italiana, esploso mediaticamente tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta.
Nato a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953, si appassiona fin da adolescente alla poesia, al teatro e alla letteratura. Il suo mito e punto di riferimento sarà Pier Paolo Pasolini, come ribadirà egli stesso, nel corso degli anni, in alcune interviste.



Nella città natale inizia a recitare e a fare le sue prime esperienze con gruppi teatrali amatoriali. Ma sarà con la compagnia La Smorfia (con Troisi recitavano Lello Arena ed Enzo Decaro) che inizierà per Massimo ufficialmente la carriera teatrale grazie alla quale calcherà i maggiori palcoscenici italiani, attirandosi, con i pungenti e satirici sketch, il giudizio favorevole della critica e l’enorme consenso di pubblico.
Nel 1981 fa il suo debutto cinematografico, come regista oltre che come attore protagonista, con il lungometraggio Ricomincio da tre che sin da subito ottiene uno strepitoso successo al botteghino, nonostante sia recitato in dialetto napoletano.
Nel 1983 esce la sua seconda fatica cinematografica, Scusate il ritardo, nel quale Troisi affronta i temi del rapporto di coppia e del disagio giovanile, in parte già affrontati nel primo film.
L’anno successivo, insieme all’amico Roberto Benigni, firma la regia e recita in Non ci resta che piangere, film onirico che racconta un divertentissimo viaggio nel tempo (precisamente nel Medioevo) di due amici e colleghi di scuola.
Nel 1987 è attore e regista del film, ambientato durante l’epoca fascista, Le vie del Signore sono finite, mentre nel 1991 esce il suo ultimo film da regista Pensavo fosse amore, invece era un calesse, in cui ritorna ad affrontare i temi dell’amore e dell’amicizia.
Bisogna altresì sottolineare che a fine anni Ottanta escono alcuni film in cui Troisi si fa dirigere da valenti registi del calibro di Ettore Scola.
Nel 1994, anno della sua prematura scomparsa, recita nello struggente capolavoro, diretto da Michael Radford, Il postino, che gli consente di avere una nomination agli Oscar postuma, come miglior attore protagonista.

La scomparsa di Troisi lascia un vuoto incolmabile nella cinematografia italiana ed internazionale. Erede naturale del maestro Eduardo De Filippo, Massimo aveva tempi recitativi unici e sapeva intrattenere il suo pubblico soffermandosi su temi sociali sempre di stretta attualità, denunciando i mali, i conformismi e gli stereotipi della sua amata Napoli. Ad oggi, purtroppo, in un panorama cinematografico e teatrale alquanto scarno, non si riescono a scorgere attori e autori capaci di redigere pièce teatrali o sceneggiature cinematografiche con una forte componente culturale, critica e allo stesso tempo ironica e satirica.

È in fase di preparazione una fiction, che ripercorrerà la storia umana e la carriera cinematografica di Massimo Troisi, che sarà interpretata dall’attore piemontese Fabio Troiano e che avrà nel team degli sceneggiatori, Anna Pavignano, già coautrice dei film di Troisi, nonchè sua fidanzata storica.

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