Intervista a Barbora Bobulova

di Eleonora Costa Commenta

Barbora Bobulova è una delle protagoniste femminili dell’ultimo film di Carlo Vanzina: “Ti presento un amico”, l’attrice durante la presentazione del film racconta alla stampa la sua esperienza sul set, i suoi progetti e non solo…

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Barbora Bobulova è una delle protagoniste femminili dell’ultimo film di Carlo Vanzina: “Ti presento un amico” dove interpreta Giulia, una nevrotica donna in carriera che grazie a Marco (Raoul Bova) rivedrà alcuni aspetti della sua vita…
L’attrice durante la presentazione del film racconta alla stampa la sua esperienza sul set, i suoi progetti e non solo…

Leggiamo subito l’intervista!


D: Che cosa succede in scena alla top manager che lei interpreta?
R: E’ una donna super quadrata, un “soldato” che si dedica soltanto al lavoro e alla carriera e che raggiunge qualsiasi obiettivo si prefigga senza guardare in faccia nessuno. Ha un amante già sposato per il quale rappresenta un’evasione e una garanzia, quella di non sentirsi mai chiedere di lasciare sua moglie per lei, ma quando incontra il manager Marco e se ne innamora lui le cambia il modo di vedere le cose, al punto da farle desiderare ardentemente qualcosa sino ad allora inimmaginabile: dar vita ad una famiglia ed impegnarsi per diventare mamma, concentra dosi su questo impegno come se fosse un obiettivo professionale.

D: Si tratta di una donna molto lontana da quella che è lei nella realtà?
R: Forse mi riconosco in lei in qualcosa, se ricevo un compito da svolgere lo porto a termine nel miglior modo possibile ma per fortuna diventare madre per me non ha rappresentato un punto d’arrivo nevrotico… e poi quando lavoro pur essendo sempre concentrata cerco di guardare in faccia le persone e di non trascurare l’aspetto umano.

D: Che cosa l’ha spinta ad accettare questo impegno?
R: mi hanno colpita sia il mio personaggio, sia la sceneggiatura . Ho capito che Carlo e tutti noi interpreti potevamo dar vita a un tipo di commedia sofisticata, né banale, né volgare, un’ipotesi poi confermata dalla scelta di attori brillanti a partire da Raoul Bova all’inglese Kelly Reilly, che avevo visto ed ammirato in un musical con Judy Dench intitolato “Lady Henderson presenta”. Mettermi alla prova con una commedia un po’ più sofisticata rispetto ad altre dirette in passato da Carlo Vanzina ha rappresentato per me una sfida ed una scommessa nuova e piacevole.

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D: Come si è trovata con Vanzina?
R: Non avevo mai visto un suo film- “Ti presento un amico” sarà il primo – perché forse in passato avevo dei pregiudizi, ma prima e durante la lavorazione Carlo ha rappresentato per me una scoperta continua rivelandosi il gentiluomo più cortese fra tutti i registi con cui ho lavorato, oltre che una specie di enciclopedia vivente del cinema italiano. Ne sono rimasta molto colpita, si è creato tra noi un ottimo rapporto sia umano che professionale: con lui si lavora benissimo e veloce, va dritto al sodo, finisce sempre in anticipo di almeno un’ora le riprese previste dal programma giornaliero e questa opportunità si è rivelata provvidenziale per me che sono madre di due figli piccoli di cui devo occuparmi. Oltre a quello del cinema infatti ho un altro lavoro a tempo pieno che è quello che mi lega alla mia famiglia e alla fine riuscire a poter fare tutto bene contemporaneamente è difficile e faticoso.

D: Come si è trovata sul set?
R: Benissimo, le riprese a Milano e a Roma si sono svolte molto serenamente e questo rappresenta un po’ il sogno di tutti gli attori e il mio in particolare, perché non amo tensioni e litigi, non credo di dare mai il meglio di me in queste occasioni, perché per concentrarmi e rendere al meglio in scena ho bisogno di serenità. A differenza di quanto non accada in altri ambienti, poi, è nata tra me e il regista una fiducia assoluta. Carlo ha creduto molto in me, mi sono sentita ben guidata e felice di questa nuova opportunità brillante dopo tanti film drammatici, è una bella soddisfazione per un attore essere cercato sia da autori estremi che da registi di commedie popolari. D’altra parte nella mia carriera io ho cercato sempre di non essere etichettata e non desidero altro che spaziare e variare tra i generi, muovendomi dai film drammatici alla commedia, un obbiettivo che per ora sto raggiungendo in pieno. Per fare bene la commedia si deve creare un’atmosfera particolare, ci sono tante componenti da far coincidere e per quello che mi riguarda le accetto sempre volentieri come è capitato fin ora dal primo film di Gabriele Muccino, “Ecco fatto” fino a “Manuale d’amore 2” di Giovanni Veronesi e all’ancora inedito : “La bellezza del somaro” diretto ed interpretato da Sergio Castellitto, in uscita a Natale.

D: Come si è trovata in scena con Raoul Bova?
R: Quando ho conosciuto Raoul Bova sono stata piacevolmente sorpresa perché si è rivelato molto umile, nonostante sia un personaggio popolare e ovunque facilmente riconoscibile non si comportava mai da divo ma da persona matura e responsabile: anche lui è, in fondo, un tipo sentimentale e romantico, ti fa sentire molto a tuo agio e cerca sempre di perfezionare la scena, è un tipo ricettivo che sa ascoltare sia il regista che il partner ed accetta volentieri i suggerimenti degli altri per rendere al meglio. Col tempo è nato tra noi un bel rapporto di amicizia che si è cimentato ancora di più dopo le riprese grazie a due nuovi progetti ancora inediti che ci hanno visto in scena insieme : la mini serie tv di Stefano Reali “ Come un Delfino”, ambientata nel mondo della palla a nuoto e “Immaturi”, una nuova commedia corale di Paolo Genevose di cui io e Bova siamo i protagonisti con Ricky Menphis e le due Iene Luca e Paolo.

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