I Due Presidenti: recensione

di Elena Botta Commenta

Venerdì 10 dicembre esce nelle sale italiane I due Presidenti presentato in questi giorni al Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile

I-due-presidenti-locandina

Venerdì 10 dicembre esce nelle sale italiane I due Presidenti presentato in questi giorni al Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile,diretto da Richard Loncraine e scritto da Peter Morgan.
Quest’ultimo è alla terza sceneggiatura in cui compare il personaggio politico più famoso degli ultimi anni: Tony Blair, che abbiamo già visto in The Queen in cui si trovava a fronteggiare l’onda di emozioni dopo la morte della principessa Diana in contrasto con la freddezza della regina Elisabetta e nel film per la BBC The Deal.
Dopo aver descritto il rapporto dell’ex primo ministro con la regina e con il suo suo successore Gordon Brown, ora è la volta del rapporto con Bill Clinton, quando era a capo degli Stati Uniti.
Il titolo originale della pellicola è The Special Relationship che dà l’idea di quella che è stata la relazione politica e umana tra questi due uomini, che nel titolo italiano perde completamente di significato soprattutto per il fatto che Blair non fosse presidente ma ministro.



A differenza di The Queen di Frears in cui vi è una sorta di romanticismo che aleggia sulla figura di Diana, I Due presidenti dovrebbe cercare di rappresentare in modo più che verosimile le personalità dei due politici sottoforma di un documentario che però sfocia più che altro nella fantasia.
In concomitanza con l’uscita delle famigerate e temute informazioni di Wikileaks, in cui emergono le abitudini e le peculiarità dei potenti della terra, spinti molte volte da ragioni personali più che politiche, questo film incarna ciò che è di cronaca in questo periodo: la descrizione di come l’umore o l’amicizia di un personaggio politico importante possa influenzare il destino di un’ intera nazione, o peggio ancora del mondo.
Michael Sheen veste i panni di Tony Blair per la terza volta anche se con caratteristiche ben diverse da quello diretto da Morgan perchè molto più caustico e opportunista con ambizioni ben più mirate.
Clinton invece, interpretato da un Dennis Quaid truccatissimo risulta essere molto credibile.
Interessanti anche le figure delle due first lady.
Pellicola nel complesso accativante, da vedere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>