Recensione Shutter Island

di Marilina Glorioso Commenta

C'è un’oscura trama che lega Teddy a Shutter Island, isola remota e battuta dal vento dove niente è come sembra...

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E’ stato appena presentato al Festival di Berlino l’ultimo capolavoro di Martin Scorsese, tratto dal best-seller di Dennis Lehane “Lisola della paura”. Si tratta di un thriller psicologico, un horror gotico pieno di sequenze fantastiche, flashback, allucinazioni, stati di alterazione mentale ed elementi noir e soprannaturali.

Il film è ambientato su un’isola sede di un tetro manicomio criminale: corre l’anno 1954 e l’agente federale Teddy Daniels, interpretato magistralmente da Leonardo DiCaprio, assieme al suo collega Chuck Aule (Mark Ruffalo) vengono convocati a Shutter Island per indagare sulla misteriosa scomparsa di un’assassina seriale che sarebbe riuscita a fuggire dall’impenetrabile ospedale di Ashecliffe.

L’imperversare di una forte tempesta blocca i due agenti sull’isola.
In Teddy si manifestano e s’infittiscono i sospetti di oscuri complotti, di sordidi esperimenti medici così il protagonista comincia a sentirsi manipolato e drogato…

Ma c’è un’oscura trama che lega Teddy a quel luogo, sull’isola remota e battuta dal vento niente è come sembra, a poco a poco lo spettatore perde ogni certezza. Il finale del film lascia col fiato sospeso e il clamoroso colpo di scena stravolge completamente la storia iniziale pur lasciandola coerente e plausibile.
Shutter Island, distribuito da Medusa Film, uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 5 marzo.
Non ci resta che augurarvi buona visione.

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