Recensione del film: Che bella giornata

di GianSer Commenta

Che bella giornata è un film uscito nelle sale cinematografiche a gennaio del 2011. Il lungometraggio è stato curato dal regista Gennaro Nunziante, alla seconda prova dietro la macchina da presa dopo il successo di Cado dalle nubi (2009). Anche la sceneggiatura e il soggetto sono di Nunziante, con la partecipazione di Checco Zalone che è anche l’attore protagonista. La coppia Nunziante-Zalone ha stracciato qualsiasi record e superato qualsiasi rosea previsione: infatti, con oltre 43 milioni di euro di incasso al botteghino, è risultato il film più visto da sempre in Italia, secondo solo al kolossal Avatar che ha invece superato i 65 milioni di euro.



La trama è la seguente. Checco, bodyguard di una locale discoteca, tenta il concorso nell’Arma dei Carabinieri. Ma, complice la mancanza di preparazione culturale mista a tanta semplicità, per più volte verrà bocciato all’esame orale. La sua famiglia, sempre abile nel coltivare le “giuste” amicizie, riesce a fare avere a Checco un’udienza con il cardinale di Milano Rosselli (interpretato da Tullio Solenghi), che lo raccomanderà quale guardia giurata in servizio presso il Duomo di Milano. Qui, una volta assunto, il nostro ne combinerà di cotte e di crude, grazie alla sua grettezza e arretratezza. Si innamora di una ragazza araba, Farah (interpretata dall’attrice francese di origine tunisina, Nabiha Akkari), che lui inconsapevolmente crede una studentessa universitaria di Architettura, ma che in realtà è sorella di un terrorista islamico e, con lui, sta ultimando il progetto di un attentato proprio nel cuore della metropoli milanese.
Il film scorre bene, diverte il pubblico e, a suo modo, denuncia i vizi italici, quali la mancanza di meritocrazia e la piaga delle raccomandazioni. Checco Zalone dà al suo omonimo personaggio una forte caratterizzazione, nonostante nel corso della narrazione filmica si palesino dei limiti comportamentali e culturali durante le ore di servizio in quel di Milano e nella vita sentimentale. Nunziante e Zalone riescono a dipingere, con sobrietà e senza mai scadere nella volgarità, l’italiano medio dell’epoca attuale.
Nel film compaiono anche un bravissimo Rocco Papaleo che interpreta il papà di Checco Zalone e un inedito Caparezza, rapper pugliese, nei panni di un cantante alle prese, in una delle scene più divertenti del film, con una strampalata performance canora durante il battesimo del nipote di Zalone.

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