Il successo di “Benvenuti al Sud”

di Emanuele Zambon Commenta

Il successo del momento è senza dubbio "Benvenuti al Sud", commedia brillante che gioca sulle incongruenze fra Nord e Sud della nostra penisola.

Benvenuti-al-sud

La prima impressione che si ricava dalla visione di “Giù al Nord” è quella di un film il cui soggetto è a dir poco perfetto per l’Italia. Deve aver pensato la stessa cosa il regista Luca Miniero che, giocando d’anticipo, ha realizzato la versione maccheronica della pellicola francese campione di incassi oltralpe. Un’idea geniale, quasi machiavellica in termini di ritorni economici.

Benvenuti al Sud” infatti è in cima al box office, ha sbaragliato la concorrenza dell’evento dell’anno “Inception”. Un successo di pubblico straordinario. Merito del soggetto, un’idea di per se semplice: accentuare quelli che sono gli stereotipi e i pregiudizi esistenti fra cittadini di regioni diverse. Tradotto in italiano significa rispolverare l’eterno duello fra Nord e Sud, fra “polentoni” e “terroni”. Stavolta niente De Sica/Boldi, ma un cast azzeccato che vede da una parte il milanese Alberto(Claudio Bisio) e dall’altra il napoletano Mattia(Alessandro Siani). In mezzo comprimari di lusso come l’irresistibile Angela Finocchiaro e il caratterista Nando Paone, il “poker d’ossi” di “Bomber”.



Un film da vedere tutto d’un fiato, con gag e scenette che si susseguono senza soluzione di continuità in un crescendo di risate e buoni sentimenti. Esilarante Claudio Bisio, chiuso dapprima nel suo essere un padano bigotto e poi scopertosi innamorato del calore campano. Bravo anche Siani, abile nel mostrare le usanze e le tradizioni del Sud.
Si sfiora solo in parte la retorica e alla fine ne viene fuori un ex aequo fra Usmate e Castellabate, ironizzando in modo intelligente sull’emergenza rifiuti della Campania, sintetizzato nello “jamm jaaa” di Siani, e sulla camorra.
Il giudizio complessivo parla di un film gradevole, lontano per fortuna da alcuni trend nostrani che vedono nel dramma l’unico indirizzo di cinema possibile in Italia, scordandosi però che i prodotti migliori del cinema italiano sono da sempre le commedie. Per una volta tanto va bene prendere spunto dai francesi se questi sono i risultati.
Da consigliare assolutamente al senatore Umberto Bossi. Chissà…

Emanuele Zambon

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