Habemus Papam: trama, recensione e critica

di GianSer Commenta

Habemus Papam è un film uscito nelle sale cinematografiche nell’aprile del 2011. La pellicola porta la firma di Nanni Moretti, vero deus ex machina: è, infatti, attore, regista, sceneggiatore, soggettista nonchè produttore del film. Habemus Papam ha riscosso, oltre che un buon consenso di pubblico, anche vari importanti premi, come 6 Nastri d’argento (miglior regista, miglior soggetto, miglior produttore, migliori costumi, miglior scenografia e miglior fotografia) e 4 Ciak d’oro (miglior film, miglior manifesto, miglior sceneggiatura e migliore colonna sonora)



La trama è la seguente. Il film si apre con la morte del Papa, i funerali solenni e l’inizio del Conclave dei Cardinali con gli scrutini che devono decretare la nomina del nuovo Pontefice. I mass media seguono con particolare attenzione ed emozione l’evento. Dopo varie fumate nere, ecco la sospirata fumata bianca: viene eletto, sorprendendo tutti, in particolare lo stesso diretto interessato, il Cardinale Melville (uno spettacolare Michel Piccoli, che interpreta con maestria un ruolo davvero profondo e alquanto difficile). Il neo Pontefice viene fatto vestire, e il Cardinale Protodiacono (ovvero il primo Cardinale nell’ordine diaconale) si affaccia dalla finestra di Piazza San Pietro. Mentre sta per pronunziare l’annuncio cerimoniale Nuntio Vobis Gaudio Magnum: Habemus Papam!, ecco che si sente, nelle stanze della Santa Sede, un urlo: è il Pontefice Melville, che, impaurito, non accetta di affacciarsi per benedire la folla di fedeli radunatasi in piazza. Passano alcuni giorni, finchè il collegio dei Cardinali non chiama segretamente uno psicoanalista, il dottor Brezzi (Nanni Moretti), per aiutare Melville nel suo trauma dovuto all’elezione inaspettata.
Il film di Nanni Moretti racconta una storia insolita, in cui più che parlare del rifiuto di un Cardinale ad assurgere al soglio Pontificio, vuole sottolineare l’umanità delle alte gerarchie religiose. Il Pontefice è prima di tutto un uomo, e il regista Moretti evidenzia proprio la sua dignità e fragilità umana. L’ateo Moretti dirige, probabilmente al di sopra delle proprie possibilità, una tematica spirituale, comunque con sobrietà, in cui mette in luce le ipotetiche perplessità in cui può essere travolto il Capo della Chiesa Cattolica. Per ciò che concerne le critiche nell’ambito dei mass media cattolici bisogna dire che Radio Vaticana e Famiglia Cristiana hanno giudicato positivamente la pellicola, mentre Avvenire e L’Osservatore Romano hanno stroncato duramente, con alcune recensioni, Habemus Papam, perché la storia avrebbe offeso il ruolo, la figura ed il ministero del Sommo Pontefice.

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