“Cchiù pilu” per chi va al cinema

di Paolo Maria Addabbo Commenta

Sarà a gennaio nelle sale il nuovo film con Antonio Albanese: vedremo tutto il mondo che c'è dietro al politico calabrese Cetto La Qualunque, che non si poteva vedere in tv.

Qualunquemente

E’ diventata un tormentone la metonimia “più donne per tutti” (“chiu pilu pe tutti”) del personaggio “Cetto La Qualunque”. Antonio Albanese apparirà sui grandi schermi all’inizio del prossimo anno con un film dal titolo “demagogico”: “Qualunquemente”.



Giulio Manfredonia è il regista, la sceneggiatura è firmata dal comico lombardo e da Piero Guerrera ed è una produzione Fandango. Le riprese, iniziate a giugno, sono state realizzate tra Roma e la Calabria.

Sergio Rubini interpreta Genny, sedicente “consigliere del nord” che aiuta Cetto a risalire nei sondaggi. Infatti nel paesello calabrese del politico ultracorrotto, ignorante e affarista, si è diffusa una voglia di legalità, che lo costringe a tornare dall’estero: bisogna sconfiggere un potenziale sindaco, seriamente interessato alla questione morale. Lorenza Indovina rappresenta Carmen La Qualunque, la moglie: la donna che deve essere “sbandierata” in pubblico e quando si va in chiesa la domenica.

Il popolare personaggio era apparso in tv la prima volta a “Non c’è problema” nel 2003 (con conduttore lo stesso Albanese). Ma sono gli appuntamenti con la “Gialappa’s Band” e con Fabio Fazio a consacrare il successo del politico tutto “pilu e cemento”.

L’attore spiega che “è incredibile vedere che i “Cetto La Qualunque” sono stati, vengono e saranno votati” e con ironia chiede scusa “perché il mio lavoro dovrebbe essere inventare e non è stato inventato niente”.

Per chi non lo sapesse: la parola “pilu” è un termine volgare che indica la vagina ed è usato nella Sicilia nord-orientale e in Calabria meridionale.

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