Morena Baccarin ospite al Telefilm Festival di Milano

di Eliana Tagliabue Commenta

Morena Baccarin, alias Anna, è la protagonista del telefilm V, remake del più conosciuto Visitors, un cult degli anni ’80. Ieri l'abbiamo incontrata in occasione del Telefilm Festival.

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Che un’aliena così non si fosse mai vista è cosa certa…
Morena Baccarin, alias Anna, è la protagonista del telefilm V, remake del più conosciuto Visitors, un cult degli anni ’80.
Ieri 7 maggio 2010 è stata ospite al Telefilm Festival di Milano, presso lo spazio cinema Apollo, occasione durante la quale ha posato per noi giornalisti, rispondendo alle nostre domande…
Leggiamo subito cosa ci ha raccontato.


D. Hai visto la serie originale? Che differenza c’è rispetto a questa?
R: L’ho vista quand’ero molto giovane, una ragazzina, ma poi non l’ho più rivista.
Mi ricordo però che avevo molta paura. E penso che la cosa importante sulla serie nuova è che sia stata adattata per il pubblico di oggi. In essa si affrontano temi più attuali come ad esempio il terrorismo e la paura che suscita.

D. Quante somiglianze trova tra il suo personaggio e quello della cattiva della serie originale, Diana, che mangiava i topolini? Tra l’altro si scherza molto sul fatto di questi topolini, che prima o poi dovranno essere mangiati dal personaggio di Anna…
R:Nella nostra serie rendiamo omaggio proprio a quella scena, però non tocca a me.
Chissà, nel futuro: magari potrò non riuscire a scampare dal mangiare il topo….e sì, penso che ci siano delle somiglianza tra il mio personaggio e quello della serie originale, però nella nuova serie la psicologia del personaggio è un po’ più sottile, riesce a manipolare di più, mentre nella serie originale Diana era semplicemente cattiva.

D. Diana viene definita la più grande cattiva della fantascienza: pensa che Anna possa scalfire questo primato?
R:Non so se devo rispondere sì o no. Spero di sì comunque: io mi diverto molto ad interpretare questo personaggio, perché ci si diverte anche a fare il personaggio cattivo, si è molto più liberi nell’interpretazione.

D. Se fosse Anna davvero, dovesse invitare a cena sull’astronave uno di questi tre personaggi: Berlusconi, Obama o Lula. Chi sceglierebbe?
R:Senza dubbio tutti e tre assieme.
(No, uno solo) È una domanda difficilissima! Avrei tantissime cose da chiedere a tutti e tre, però forse se dovessi sceglierne uno sceglierei Obama, perché avrei molte cose da chiedere a lui, forse più degli altri.


D. Che cosa gli chiederebbe?
R:Lo sapevo che me l’avresti chiesto. Bèh, prima di tutto vorrei sapere qualcosa su di lui: com’è arrivato ad essere quel personaggio che è, ed a quel livello, vorrei sapere i suoi sogni, le sue ambizioni, le sue aspirazioni. Vorrei sapere se c’è spazio oggi negli Stati Uniti per il miglioramento e il cambiamento, quali sono le sue vere intenzioni.

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D. Sei ai prossimi mondiali si dovessero scontrare Stati Uniti e Brasile, per chi tiferebbe?
R:Il Brasile, questa è facile.

D. Chi è l’uomo fortunato che le sta accanto e quali sono i suoi rapporti personali con Elisabeth Mitchell, visto che nella fiction lei ed Anna si odiano?
R:Per quanto riguarda la prima domanda, si chiama Austin e io mi ritengo altrettanto fortunata quanto lo è lui. Elisabeth Mitchell è una persona incredibile, ci siamo divertite tantissimo a lavorare assieme, proprio recentemente abbiamo girato una scena dove ci incontriamo e c’era molta tensione, però era scenica. È una professionista incredibile, una persona che mi piace molto, anche sul set trascorriamo molto tempo insieme e s’impara molto da una persona così.

D. Rimanendo nella sua storia televisiva, partendo da Fairplay: il suo personaggio lì è una donna calda, sensuale, mentre in V è il suo opposto, è molto algida, fredda.
Come ha lavorato per fare questa trasformazione?

R: Bèh, in realtà mi ha appena fatto un bel complimento, perché io cerco di cambiare ogni ruolo che interpreto, quindi vedo che sono riuscita a farlo in questo caso. È molto difficile spiegare come si svolge tutto il processo, perché è un processo personale, interiore, organico: io cerco d’immedesimarmi nella persona ma spesso il lavoro è a livello del subconscio. Prima di tutto in ogni personaggio il modo di parlare è importante: inizio con quello, con la parlata. Ad esempio Anna è molto controllata, molto precisa, e questo riflette una parte del suo carattere. Però nello stesso tempo penso che debba esserci spazio anche per il lato più sexy ed intelligente, perché è una donna molto scaltra, quindi una cosa viene conseguentemente all’altra.

D. Nella letteratura la fantascienza è sempre stata in grado di anticipare i tempi con anche un certo ruolo di denuncia rispetto all’attualità: volevo sapere se secondo lei la trasposizione sul piccolo schermo abbia indebolito questo ruolo della fantascienza e poi un suo parere su un’osservazione che alcuni critici hanno fatto, secondo la quale il suo personaggio sarebbe una critica alla politica di Obama.
R: Penso che la fantascienza sia bella in entrambe le forme, sia in quella della letteratura che sul piccolo schermo, e a me piace che sul piccolo schermo si possa essere più cattivi, si possano fare delle critiche, però in maniera meno diretta. E non penso che la fantascienza in televisione perda questa sua forza critica, è solamente una diversa interpretazione.
Per quanto riguarda la domanda su Obama, noi non abbiamo voluto fare intenzionalmente una critica diretta a Obama o sul governo americano, ma penso che sia interessante vedere come il mondo ha reagito, e quindi fa riflettere questa cosa.

D. Pensa che V sia una serie al femminile perché i personaggi principali sono due donne? E se sì, cosa le piace di questa cosa?
R: Adoro il fatto che ci siano due personaggi forti, che sono due donne, e che sono due opposti l’una contro l’altra. Non penso però che la serie sia diretta ad un pubblico femminile, è diretta a chiunque voglia vederla, penso però che sia una cosa interessante, un segno dei tempi.

D. Le donne della fantascienza sono molto gelide, molto fredde, spietate a volte, angeliche in altri momenti. Questa è la donna del futuro?
R:Penso che in Fairplay il mio personaggio fosse anche caldo e sensuale come era già stato detto da qualcun altro, però spesso nella fantascienza le donne sono un po’ il frutto della fantasia degli uomini, di come le immaginano, perché spesso la fantascienza è scritta da autori uomini.
Ma non penso che sia un’indicazione di come le donne saranno nel futuro, è indicativo di come gli uomini scrivano la fantascienza.

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D. Come reagirebbe lei di fronte ad uno straniero che si presenta di fronte a lei dicendo “Veniamo in pace”. Crederebbe in modo fideistico come fanno molti personaggi della serie o avrebbe qualche sospetto?
R:Sono cresciuta a New York quindi il sospetto per forza ci sarà sempre. Per certi versi non mi fido tantissimo delle persone che non conosco.

D. Stephen Hopkins ha un po’ ribaltato questo schema degli alieni e ci ha detto che è meglio non incontrarli, ovvero rischiamo d’incontrare una civiltà molto simile a quella del telefilm, che viene sul pianeta a prendere le poche risorse che ancora stiamo sfruttando. Qual è la sua opinione in merito?
R:Io penso che nell’universo ci debba essere una qualche forma di vita, che non siano necessariamente alieni, ma una forma di vita deve esistere. E anch’io penso sia meglio non incontrarli, soprattutto dopo aver visto V.

D. Lei essendo brasiliana è di madrelingua portoghese, e quindi volevo sapere com’è arrivata a recitare in inglese.
R: Mi sono trasferita a New York quando avevo sette anni, quindi ho lasciato il Brasile quand’ero ancora una bambina. Mi considero quindi metà brasiliana e metà americana. E visto che sono cresciuta e ho fatto le scuole negli Stati Uniti è stato poi facile iniziare a recitare tra New York e Los Angeles.

D. Se potesse scegliere un’altra serie in cui fare la guest-star quale sarebbe?
R:Una serie che mi piace tantissimo attualmente è Mother and family. Se dovessi scegliere in che serie recitare sarebbe proprio questa. Ma mi piace molto anche Dexter, e mi è piaciuto tantissimo anche The Wire, anche se ora non è più trasmesso.

D. Volevo sapere quand’è che finalmente vedremo i Visitors nel loro aspetto.
R:Ne vedremo un pochino nel corso della serie: il braccio, gli occhi di qualcuno…e a mano a mano che gli episodi vanno avanti si vedrà sempre di più. Vedrete il mio personaggio fare delle cose che non sono prettamente umane. Però per l’aspetto totale di un Visitors aspetteremo fin che si può.

D. Ha in ballo dei progetti cinematografici.
R:No, per ora sto lavorando solo su V, ma è in uscita un mio film che si chiama Stolen Vice, ma non sono sicura del titolo perché continua a cambiare, e quindi per adesso mi dedico solo a V: non ho progetti cinematografici.
D. Volevo capire se lei simpatizza per Obama e, in particolare, cosa pensa della sua politica sanitaria.
R: Farò luce definitivamente su questo punto: sì, sostengo Obama. Ho votato Obama, ed ho dei sentimenti un po’ contrastanti per quanto riguarda la sua riforma sanitaria, però devo dire che non conosco tutti i punti al cento per cento per esprimermi.

D. Prima di chiudere volevo chiedere a Morena se ci diceva la frase clou della serie: “Veniamo in pace, sempre”, così chiudiamo per la gioia delle telecamere presenti.
R: “We are in peace, always”

Foto di: Eliana Tagliabue

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